
Il fiore
di Ciliegio
Elisabetta Pierobon
Al fiore di ciliegio è legato una delle più belle leggende del folclore giapponese, una favola che racconta l' essenza dell'amore vero e incondizionato.
In una foresta incontaminata, lontana dalla civiltà, viveva un ciliegio che non riusciva a fiorire. La sua aura negativa e triste impediva all'erba di crescere e agli animali di avvicinarsi.
Una Kami, divinità boschiva, vedendo tanta solitudine si commosse, si avvicinò a lui e gli offrì una opportunità: un incantesimo che sarebbe durato 20 anni. Durante questi anni, l’albero avrebbe avuto la possibiltà di provare le emozioni di un cuore umano trasformandosi, a suo piacimento, in uomo e poi di nuovo in pianta, ma se finiti i 20 anni non fosse riuscito a diventare vitale e a fiorire, sarebbe morto per sempre.
Il ciliegio accettò; vagò per il mondo alla ricerca di qualcosa che potesse renderlo felice ma purtroppo l'umanità continuava a deluderlo: era troppo persa nei propri egoismi e in lotta perenne tra guerre di potere, morte e violenze. Ogni volta, triste e solo, decideva di ritornare nella sua forma vegetale.
Un giorno, però, passeggiando sulla riva di un fiume, vide una bellissima ragazza. Era Sakura (il cui nome significa bocciolo di ciliegio) e lei lo sorprese perchè si mostrò gentile; parlarono a lungo condividendo sogni e speranze.
Quando Sakura gli chiese quale fosse il suo nome, all’albero venne in mente una sola parola: “Yohiro”, che significa speranza. Tra i due nacque una profonda amicizia e in breve tempo sbocciò l’amore.
Gli anni trascorsero inesorabili e si stava ormai avvicinando la scadenza preannunciata dalla Dea. Yohiro dovette trovare il coraggio di confessare alla sua amata la sua vera natura.
Questa rivelazione turbò profondamente Sakura e convinse Yohiro, sempre più triste, ad allontanarsi, tornando ad assumere le sembianze di un albero. Sakura cercò di dimenticarlo ma si sentiva sola e incompleta e, alla fine, comprese che non avrebbe potuto vivere senza Yohiro; andò dall'albero e gli confessò tutto il suo amore.
Fu allora che apparve nuovamente la Dea che chiese a Sakura di scegliere: rimanere umana, e perdere Yohiro, oppure fondersi con lui sotto forma di albero.
La ragazza decise di rinunciare alla sua natura umana e chiese alla divinità di potersi unire al suo amato e di restare, così, insieme a lui per sempre.
E la magia avvenne: i due amanti si abbracciarono diventando una cosa sola e l'albero sbocciò, riempiendosi di centinai di fiori rosa, simbolo dell' amore eterno.
Il fiore di ciliegio rappresenta l’idea della vita umana: la brevità della sua esistenza è per la cultura giapponese simbolo di fragilità ma, al contempo, di rinascita.
L'atto fisico di sedersi sotto un albero e goderne la fioritura si esprime nella parola giapponese Hanami che letteralmente si traduce con "osservare i fiori" ma che ha in sè un concetto filosofico profondo , legato alla fugacità della vita e alla malinconia provocata dal sapere che tutte le cose sono destinate a finire; una visione che in Giappone prende il nome di "mono no aware". Questo termine indica l'empatia verso le cose, la capacità di cogliere la bellezza nella fragilità e nell'imperfezione; l'emozione nostalgica che si prova nella consapevolezza di vivere un attimo unico, che non si ripeterà mai più.
Questo il senso che ho voluto dare al mio sito: un luogo che possa racchiudere i miei attimi e le mie emozioni; un luogo dove io possa ritrovare sempre me stessa.
Spero, seguendo la visione giapponese, che potrete coglierne l'essenza e condividere questi attimi unici insieme a me.

Il fiore di ciliegio rappresenta l’idea della vita umana: la brevità della sua esistenza è per la cultura giapponese simbolo di fragilità ma, al contempo, di rinascita.
L'atto fisico di sedersi sotto un albero e goderne la fioritura si esprime nella parola giapponese Hanami che letteralmente si traduce con "osservare i fiori" ma che ha in sè un concetto filosofico profondo , legato alla fugacità della vita e alla malinconia provocata dal sapere che tutte le cose sono destinate a finire; una visione che in Giappone prende il nome di "mono no aware". Questo termine indica l'empatia verso le cose, la capacità di cogliere la bellezza nella fragilità e nell'imperfezione; l'emozione nostalgica che si prova nella consapevolezza di vivere un attimo unico, che non si ripeterà mai più.
Questo il senso che ho voluto dare al mio sito: un luogo che possa racchiudere i miei attimi e le mie emozioni; un luogo dove io possa ritrovare sempre me stessa.
Spero, seguendo la visione giapponese, che potrete coglierne l'essenza e condividere questi attimi unici insieme a me.



